Il Settimo Senso news
Entry N°: 1171422
Last Access: 2019-08-18 19:44:02  
02/2014
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id: 925
Rubrica: Avvenimenti
Redattore: Nimue e Melusina

Titolo: URI

Il 2014 è un anno particolare per la Rai, infatti festeggia ben due compleanni importanti: la nascita della televisione, il giorno 1-01-1954, di cui abbiamo già parlato e la nascita della Radio il 6-10-1924.
Erano le ore 21.00 del 6-10-1924, quando la radio italiana allora Uri, Unione Radiofonica Italiana, iniziò a trasmettere ufficialmente dalla stazione radiofonica romana S. Filippo (oggi Parioli, ieri campagna). L’Uri nasceva dall'accorpamento di varie società che s’impegnavano a fornire un certo numero di trasmissioni giornaliere e allargare la rete trasmittente. La tradizione e la leggenda vogliono che a dare il primo annuncio sia stata Marialuisa Boncompagni (madre del più famoso Gianni), ma oggi è accertato che a dare il primo annuncio fu Ines Viviani Donarelli, musicista, che insieme con altri tre colleghi, creò il primo concerto radiofonico (musiche di Hayden) e la prima trasmissione ufficiale della Radio. In quel fatidico giorno le trasmissioni termineranno con il celeberrimo Giovinello. All'inizio la programmazione era povera, noiosa, ma si sa, gli inizi sono sempre incerti: musica classica, musica da camera, notizie meteorologiche, bollettino borsistico.


Un pò di cronistoria.
Nel 1925 entra in funzione la stazione radiofonica di Milano. Inizia la trasmissione del segnale orario.
Nel 1926 entra in funzione la stazione di Napoli. Viene trasmessa per la prima volta la pubblicità.
Nel 1927 va in onda la prima radiocronaca (gran premio di galoppo San Siro).
Va in onda l’opera lirica “Tosca” cantata da Beniamino Gigli .
Nel 1928 Uri diventa Giara, è un anno ricco per il neonato ente, perchè vengono inaugurate le stazioni radiofoniche di Genova e Bolzano e viene trasmessa la prima radiocronaca calcistica (Italia - Ungheria).
Nel 1929 va in onda il "Giornale parlato", 3 edizioni al giorno. Viene trasmessa la prima radio commedia originale, “L'anello di Teodosio” di Luigi Chiarelli, che sarà ospitata dalla radio inglese.
Nel 1930 entra in funzione la nuova stazione trasmittente Roma Santa Palomba 60kw, una delle più potenti in Europa. Marconi costruisce il Centro radio imperiale di Prato Smeraldo, la prima stazione che trasmette ad onde corte per l'estero.
Nel 1931 s’inaugura Radio Vaticana, sempre con l'aiuto di Marconi. Iniziano le prime trasmissioni in onde corte per l'America del Nord.
Nel 1932 s’inaugura il palazzo Eiar di Via Asiago a Roma.

 


Agli inizi gli abbonati erano pochissimi, un’elite. Pochi infatti, erano coloro che potevano permettersi l’apparecchio radiofonico e il canone, senza contare che la luce elettrica non arrivava ovunque e quindi l’ascolto non era possibile. Gli abbonati in Germania nel 1928 erano circa dieci milioni, in Italia non più di 60mila. La Radio era considerata un oggetto di lusso, le ore di trasmissione erano poche, solo pomeriggio e sera e il tipo di programmazione era limitato.
Verso la metà degli anni '30 il regime fascista nella persona di Mussolini, si rese conto di quanta importanza potesse rivestire il nuovo mezzo di comunicazione di massa, per scopi politici e propagandistici, alla luce del successo riportato da alcune trasmissioni radiofoniche all'estero. Si decise, quindi, di procedere ad un ampliamento massiccio dell'area di ascolto (limitata al centro Nord), installando numerosi apparecchi muniti di altoparlanti in tutte le sedi di partito, nelle case del fascio, nelle scuole, negli uffici e nelle caserme. Per arrivare ai ceti contadini e coinvolgerli pienamente si diede vita all'ente “Radio Rurale”. Stava nascendo la pianificazione del consenso. La mobilitazione psicologica delle masse diventava indispensabile per ottenere il più ampio consenso ai dolorosi eventi che stavano per arrivare: la guerra in Etiopia e quella di Spagna. Per far sì che la persuasione e l'indottrinamento fossero totali e permanenti, il controllo dell'Eiar divenne competenza del ministro della stampa e della propaganda.


Da allora in poi, tranne brevi periodi, durante le fasi belliche della 2° guerra mondiale, la radio aumentò il numero degli abbonati, le ore di trasmissione, la varietà di programmi, il numero di collegamenti coi paesi esteri, giungendo anche in Oceania e trasmettendo anche in varie lingue.
Per chi volesse approfondire, oppure curiosare, è stata allestita una mostra sulla radio che offre la possibilità di sentire le prime trasmissioni e leggere articoli relativi all’argomento.
Se pur gli inizi furono difficili oggi la radio dopo ottanta anni è più viva che mai, legata com' è ad internet, grazie ad un’unione indissolubile.

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