Il Settimo Senso news
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Last Access: 2019-05-22 09:08:20  
02/2014
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id: 672
Rubrica: Intervista
Redattore: Nimue

Titolo: Coeva e l'esigenza di comunicare Intervista

E’ un’intervista a quattro voci, polifonica e corale, ringrazio i tre protagonisti, gli autori del libro “Coeva”: Fiorella Corbi, Maurizio Verdiani e Maria Pia Carlucci, che gentilmente hanno dato vita ad un’insolita e godibile intervista.

Vorrei iniziare chiedendovi a quale età è avvenuto l’approccio alla scrittura?
Maurizio: Per quanto mi riguarda intorno ai 13-14 anni.
Per Maria Pia verso dieci anni fa e per Fiorella nell’adolescenza.

Che significa per voi scrivere?
Maurizio: per me significa esprimersi.
Maria Pia: esprimersi in tutto quello che non si può dire nel linguaggio comune, quello che si sente e che non si può raccontare altrimenti.
Fiorella: comunicare significati profondi.

Cosa vi ha spinto a realizzare questo romanzo?

Maurizio: La passione e la follia, un modo per discostarsi da quello che c’è intorno, da quello che è pubblicato che non ha un costrutto culturale. E’ nato dalla nostra fantasia dalla nostra creatività, dal nostro cercare il nuovo, poi non sappiamo se ci siamo riusciti.
Fiorella e Maria Pia: volevamo esprimere l’incomunicabilità ed è stato un modo per ritrovarsi e comunicare.



 

Che cosa significa scrivere un libro a più mani?
Maurizio: Ho cercato di accostare la scrittura alla musica, di dare una linea, una direzione e ho coinvolto pian piano tutti quanti in quest’avventura. Abbiamo cercato di puntare all’armonia. Di solito i romanzi si scrivono da soli, da solisti nell’hortus conclusus questo invece è un hortus apertus.
Fiorella: E’nato dall’esigenza di ritrovarci tra noi di fare il punto e di individuare ciò che ci accomuna.
 

Qual è stato il vostro percorso di studi letterari?
Maurizio: Per me gli studi letterari sono stati quelli dello scientifico e ho sempre nutrito una grossa passione per la letteratura in particolare per quella di nicchia, che esce fuori dagli schemi.
Maria Pia: La lettura dei classici, il teatro dell’assurdo, la letteratura orientale, zen e buddista.
Fiorella: la passione per i classici greci e latini.


Chi è “Coeva” e come nasce la scelta di questo titolo?
Risponde Fiorella perché è stata lei la creatrice del titolo: Il titolo è l’anagramma dei nostri cognomi e significa contemporaneità, lo scrivere insieme contemporaneamente al di là delle distanze.
Quanto tempo avete impiegato per scriverlo?
Tutti insieme: 1 anno e qualcosa.

È più difficile iniziare un racconto, trovare la giusta ispirazione, oppure finirlo, individuare il momento giusto per la chiusura?
Tutti insieme: Sicuramente è scolpire togliere il superfluo, cosa che non è riuscita alla perfezione, la limatura doveva essere più accurata, come in tutte le opere d’arte bisogna sapere dove fermarsi.
 

Il libro più bello che avete letto recentemente?
Maurizio: Il libro più recente è Il Pasto Nudo di William Burroughs.
Fiorella: La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano.
Maria Pia: La maga delle spezie di Divakaruni Chitra B. Il ladro e i cani di Mahfuz e tutto Italo Calvino.


Da cosa avete tratto ispirazione per scrivere Coeva?
Maurizio: Dall’esigenza di fare qualcosa che fosse innovativo, forse il romanzo che mi ha ispirato è il Nome della Rosa.
Fiorella e Maria Pia: Abbiamo tratto ispirazione dal vissuto.


Cosa ne pensate del panorama culturale italiano d’oggi?
Io non penso, perché non mi viene neanche da considerarla cultura.

Come siete giunti alla pubblicazione del vostro lavoro?
Maurizio: Una volta finito abbiamo provveduto a depositare l’opera in Siae, ad un massiccio invio sia telematico sia via posta dell’opera e abbiamo aspettato che arrivassero le proposte. Abbiamo ricevuto 7-8 proposte di pubblicazione, ma la cosa sconcertante è stata scoprire che le case editrici più grandi, ancora dovevano leggere il libro dopo un anno e mezzo.
 

Come nasce un romanzo?
Maurizio: Quando finisce.
Maria Pia: nasce dall’esigenza e dall’urgenza di comunicare.
Fiorella E’ un’idea che si ha dentro che si corteggia e si porta avanti.

Cosa spinge uno scrittore a scrivere?
Maurizio: La scrittura, i libri parlano fondamentalmente di altri libri.
Avete qualche curiosità, o aneddoto da raccontarci a riguardo?
Tutti insieme: Siamo appena reduci dalla Selezione Campiello .di sabato, a parte la cerimonia molto bella, la consiglio a tutti quelli che vogliano intraprendere questo tipo di mestiere. La giuria non legge i libri che vengono segnalati, non abbiamo partecipato per vincere, ma ci siamo accorti che molti libri non sono stati neanche aperti. Sono le solite cose all’italiana come la presenza di Tornatore che sembrava fuori luogo.

 

Avete vinto premi letterari?
Tutti insieme: Abbiamo partecipato a molti concorsi. Non abbiamo ancora vinto premi letterari ma ognuno deve misurarsi con il grande, facendo finta di crederci.


 

State già pensando a un nuovo progetto letterario?
Tutti insieme: Assolutamente sì, abbiamo già in mano materiale per il nostro prossimo romanzo e la sceneggiatura di un film tratto da Coeva, la proporremo negli U.S.A., fuori Italia, qui è un prodotto di nicchia, non penso possa avere futuro. La cosa che ci serve è cercare di vendere le copie, l’acquirenza della nostra opera, altrimenti il libro rischia di finire al macero. Noi abbiamo scritto quest’opera pensata in italiano e non in inglese e stiamo già facendo la traduzione. Nel prossimo romanzo non ci saranno più i nostri nomi, ma quelli del gruppo, seguendo quell’idea di fare un parallelo con la musica. Invece dei brani firmeremo i capitoli.
 

Grazie per la vostra disponibilità e speriamo di poter parlare ancora dei vostri libri.
 

 

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