Il Settimo Senso news
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Last Access: 2019-07-16 14:32:16  
02/2014
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id: 641
Rubrica: A spasso intorno a...
Redattore: Antonio Timoni

Titolo: LA CARNIA- Parte Seconda

Nuova pagina 1

 

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LA CARNIA LA CARNIA – Seconda parte PORDENONE – SPILIMBERGO – PORDENONE
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Come già detto nel precedente numero, lasciamo Pordenone e seguiamo le indicazioni per Maniago e Aviano fino bivio dove prendiamo a destra la strada che ci porta per l’appunto a Maniago e successivamente ci indirizzeremo verso Udine e Spilimbergo e quindi Fanna, Cavasso, Meduno e Passo Rest.
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Ci si inoltra nella Val Tramontina costeggiando il Lago dei Tramonti, in un susseguirsi, pur panoramico, di curve e ripidi saliscendi, si attraversano Tramonti di Sotto e Tramonti di Sopra, lasciando sulla destra il piccolo centro medievale di Tramonti di Mezzo, quindi la strada si restringe correndo fra i boschi e rocce a picco fino alla Forcella di Monte Rest.
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Si oltrepassa la foresta di Monte Rest scendendo in stretti tornanti e il largo greto del fiume Tagliamento per giungere a Priuso, da qui si prosegue girando a sinistra verso il Passo della Mauria e poi fino ad Ampezzo, dopo aver percorso circa Km 80.
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Ridente cittadina alla confluenza tra la valle del Tagliamento e quella del Lumei e racchiusa in una cerchia di monti ricchi di boschi, Ampezzo, dai suoi m 560, domina un aperto ed erboso altipiano, meta di soggiorni estivi adatti sia ad anziani e bambini per il clima mite, che ai giovani perché sede di moderni impianti sportivi e punto di partenza per diverse escursioni verso le montagne circostanti come al Monte Corno (m 1253), al Monte Sesilis (m 1813), alla valle del Lumiei e al Lago di Sauris.
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Lasciata Ampezzo, si seguono le indicazioni per Sauris inoltrandosi lungo la strada panoramica del Lumiei, una salita diversa dalle altre che si snoda per lunghi tratti in gallerie ben illuminate ma con il fondo stradale in porfido. La strada si arrampica lungo la stretta valle del torrente Lumiei, che sbarrato da una diga ha dato vita al lago di Sauris o della Maina;
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si attraversa il centro abitato di La Maina (m 1020) per poi salire ancora dopo vari tornanti fino a Sauris dopo aver percorso in tutto circa 25 chilometri. Perla del turismo montano della Carnia, posta tra boschi e pascoli, Sauris, che è il comune più alto del Friuli, risulta composta da La Maina sul lago omonimo, incastonato nel verde cupo degli abeti,
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Sauris di Sotto (m 1212) il capoluogo
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e Sauris di Sopra (m 1400) con due chiese quattrocentesche, in un paesaggio fiabesco che sembra appartenere ad un mondo scomparso, dove la neve aggiunge una grazia incantevole e lo sci trova larghi spazi luminosi.
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Caratteristica del paese sono le costruzioni in gran parte in legno dai lunghi balconi, composte da abitazione e fienile (stavolo); da segnalare la chiesa gotica di S. Lorenzo e il Lago di Sauris, verdissimo bacino artificiale.
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Lasciato Sauris seguiamo le segnaletiche per Sauris di Sopra e Casera Razzo e da qui al primo bivio dopo Sella di Razzo, si gira a destra per la SS 619 e successivamente, giunti a Forcella Lavardet, si devia ancora a destra per inoltrarsi nella Val Pesarina.
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Si attraversa il piccolo centro di Culzei per giungere, infine, dopo Km 31 a Pesariis. Una variante del percorso può essere anche quella che da Ampezzo per il passo della Mauria porta a Lorenzago di Cadore, di qui per cima Gogna e S. Stefano di Cadore e quindi per Campolongo, Sappada e Forni Avoltri fino a Ravascletto (Km 91).
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Pesariis è un antico centro della Val Pesarina, una delle vallate più caratteristiche sia per i paesaggi, sia per le bellissime case con portico ad archi, esempio superstite dell’architettura seicentesca friulana. Il paese (m 758) deriva il suo nome dalla “pesa” che serviva, nei secoli scorsi, a valutare le imposte sui prodotti commerciali in viaggio per il Cadore e il Comelico.
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Usciti da Pesariis, proseguiamo scendendo lungo la vallata per un breve tratto; qui la strada è buona e dopo soli Km 3 arriviamo a Prato Carnico, posto al centro della valle.
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Il paese sorge sulla riva del torrente Pesarina, godendo di una posizione felicemente soleggiata a m 656 e conserva come Pesariis e la vicina Osais, belle case di tipo carnico la cui costruzione risale ai sec. XV-XVII.
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Da Prato Carnico prendiamo la strada in direzione di Sappada e Ravascletto, attraverso i centri di Comeglians e Povolaro finché dopo Km 14 arriviamo proprio a Ravascletto, posto in una felice posizione naturale a m 950 di altitudine; è uno dei centri della Carnia più attrezzati sia per il turismo estivo, sia per quello invernale.
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All’uscita di Ravascletto, poco più avanti, lasciamo sulla sinistra la parte alta del paese di Zovello e seguiamo le indicazioni per Sutrio e Tolmezzo. La strada, costeggiato il fiume But dal greto largo e sassoso, lascia sulla sinistra Arta Terme ( famosa per le proprietà curative dell’acqua)
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e in breve raggiunge Tolmezzo, capoluogo della Carnia (m 323), centro commerciale e industriale ( importanti sono le cartiere).
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Danneggiata dal terremoto del 1976, anche se in maniera meno grave del territorio intorno a Gemona,
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presenta il Palazzo Campeis sede del Museo Carnico delle Arti e delle Tradizioni Popolari che conserva esemplari e collezioni di quel ricchissimo patrimonio artigianale che è l’orgoglio della Carnia;
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contiene ricostruzioni fedeli degli interni di abitazioni signorili o popolari, di botteghe artigianali del ‘600 e del ‘700, di arredi da chiesa, oltre ad oggetti in legno, in ferro battuto, rame, peltro e terracotta.
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Da non perdere la visita del Duomo risalente al 1764 che sorge sul sito dell'antica chiesa di San Martino demolita per far posto alla nuova chiesa progettata dal tolmezzino Domenico Schiavi.
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Fu restaurato nel 1931 con il completamento della facciata; il campanile è coronato da un angelo anemometro.
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Dal centro del paese prendiamo la SS 512 in direzione di Cavazzo Carnico e Verzegnis; la strada sale tra boschi di varia vegetazione, attraversa Chiaulis e Verzegnis per raggiungere poi Sella Chianzutan e da qui si scende con una serie di curve e tornanti fino a Pozzis, quindi si attraversa Pert, Forgaria, Pinzano e Valeriano per giungere dopo Km 34 a Spilimbergo, centro agricolo ed in parte industriale dell’alta pianura friulana (m 132), posto alla destra del Tagliamento e che deve la sua notorietà alla bella architettura gotica e rinascimentale dei suoi edifici antichi, lesionati e restaurati dopo il terremoto del 1976.
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Lesionato e restaurato anche lo stupendo Duomo gotico con archetti pensili all’esterno, decorato all’interno con affreschi rinascimentali e pitture del Pordenone.
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Da segnalare inoltre il Castello col Palazzo Dipinto, anch’esso colpito dal sisma che interessò questa parte del Friuli.
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Usciti da Spilimbergo, la strada è ampia e corre nella ridente campagna friulana, attraversa Valvasone e una volta a Casarsa della Delizia si immette nella SS 13 per raggiungere in 34 chilometri Pordenone, dove termina il nostro affascinante e difficoltoso viaggio nella Carnia.
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CURIOSITA’ E GASTRONOMIA AMPEZZO : escursione al Rifugio Piaz (m 1417) dove si svolge una famosa Festa della Montagna e a Santo Stefano di Cadore (Km 56) per gli sport invernali.
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SAURIS : nella discesa dalla Forcella Lavardet si noti la curiosa cappella ottagonale della Madonna della Difesa. Nella zona si possono gustare eccellenti prosciutti affumicati e da non mancare la festa del prosciutto che si tiene il 2° e 3° fine settimana di Luglio; buona la produzione della grappa di prugne e della birra – integrale non filtrata.
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PESARIIS : poco rimane purtroppo dell’antico artigianato della valle che era famosa per gli intagli, , i ferri battuti, i mobili, le cassapanche, oggi diventati oggetti di antiquariato; comunque si fabbricano ancora i caratteristici “bronzini” (paioli di bronzo con tre piedi). Nelle botteghe di Pesariis, non mancano naturalmente neppure gli orologi: orologi da parete e da tavolo di design moderno o che al contrario si richiamano allo stile del luogo, cronografi al quarzo, orologi da polso meccanici e automatici, tutti di elevatissima qualità.
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PRATO CARNICO : testimonianze del ricco artigianato locale presente e passato, si possono trovare nella Mostra dell’artigianato della Val Pesarina che si tiene verso la metà di Agosto.
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RAVASCLETTO : d’inverno vi si praticano gare regionali e nazionali di sci; attorno alla metà di Agosto si organizzano feste, spettacoli musicali e concorsi fotografici.
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Con la seggiovia si può salire sul Cuèl Picciul (m 1331),
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mentre sono possibili escursioni e passeggiate tra le abetaie dello Zoncolan, del monte Crostis, a Comeglians.
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TOLMEZZO : la gastronomia locale è basata sui genuini prodotti della campagna e della montagna: camosci, caprioli, squisiti vitelli e capretti, formaggio montano, trote del Canal S. Pietro, fragole, mele, fagioli della Carnia.
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Rinomata è la festa della mela che si tiene ogni anno alla fine di Settembre.
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SPILIMBERGO : l’antica tradizione artistica ritorna nell’insegnamento dell’arte del mosaico impartita in quella Scuola Mosaicisti che, fondata nel 1922, forma i migliori maestri d’Europa; da tutto il mondo arrivano a Spilimbergo ordinazioni di lavori eseguiti seguendo la primitiva tecnica romana delle tessere diseguali, ricavate dai sassi multicolori del Tagliamento. Caratteristica della città di Spilimbergo è la predilezione per le trippe e il baccalà, piatti poveri che venivano preparati nei Bacheri, locali tipici di fine Ottocento, dove si smerciavano anche olio d’oliva e vini liquorosi. Di questi locali ne furono aperti più di una decina in poco tempo; ora, però, ne è rimasto funzionante uno solo, che costituisce un’attrazione unica in tutto il Friuli. ANTONIO TIMONI
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