
Gran concerto al
Granteatro, protagonista Michele Zarrillo.
E’ partito dal Teatro Politeama Greco di Lecce il nuovo tour di Michele Zarrillo,
che è approdato al Granteatro di Roma il 6 novembre 2009. L’artista
cinquantenne, ha dimostrato ancora una volta di possedere bravura, sentimento e
generosità, circa due ore straordinarie di musica spettacolo, che il pubblico
caloroso e amico ha apprezzato. Tanti brani annoverati nel suo repertorio,
eseguiti con perizia vocale e con cuore, accompagnando con armoniche e
accattivanti piroette la sua voce giovane e i suoi acuti. Nel "buonasera" al
pubblico, avvenuto dopo l’esecuzione di tre suoi brani, l’artista ha precisato,
che il concerto è stato organizzato anche con lo scopo di festeggiare i suoi
trent’anni di carriera, ringraziando i suoi sostenitori e invocando per tutto il
mondo comportamenti di grande e maggiore umanità..


Trent’anni fa, però,
Michele aveva già alle spalle una notevole esperienza musicale iniziata
giovanissimo come cantante chitarrista e non come solista, con un complesso
musicale allora molto in voga, che si esibiva nei locali di periferia, o nelle
cosiddette cantine, dando vita egli stesso, poco dopo, ad un gruppo chiamato "Semiramis".
Partecipa quindicenne allo storico raduno pop-rock capitolino di Villa Pamphili,
nella primavera del 1972 e nel 1974 è già solista nel gruppo “ Il rovescio della
medaglia”.
Trent’anni fa avveniva il primo riconoscimento nazionale sottolineato dalla
vittoria del festival di Castrocaro.
Ma, tornando al concerto, vorrei sottolineare, dal momento che come
rappresentante del nostro ufficio stampa, ero presente all'evento, che
l’atmosfera che si respirava era calda, allegra, rilassata e molto piacevole e
godibile. Tutto il merito all’artista, alla sua classe, alla serietà e normalità
con cui ha portato avanti il suo progetto musicale, arricchendolo e
rivitalizzandolo senza atteggiamenti da star, o stravizi.

Gli spettatori affezionati
formavano un pubblico eterogeneo, giovani, meno giovani, coppie d’innamorati,
bambini, ecc. Le sonorità di Zarrillo arrivano nell’animo di tutti e tutti,
hanno partecipato scandendo il ritmo con battito di mani e inneggiando
all’artista per tutta la durata dello spettacolo, esplodendo poi in un canto
comune alle note della canzone "L’elefante e la farfalla", che è stata eseguita
in coro dal pubblico.
L'artista ha suonato tutti i suoi brani più famosi, anche quelli che l’hanno
lanciato nel mondo della pop music, riarrangiati e ringiovaniti per l’occasione.
Molto bello il brano inedito "L’amore infinito", che ha emozionato il pubblico
sie per l'acustica, che per la splendida performance da ballerino dell’autore.
I brani presentati sono stati i seguenti:
L’alfabeto degli amanti
Vie parallele
L’amore vuole amore
Cinque giorni
Una rosa blu
Medley
Medley 2
Il segreto di una donna
La notte dei pensieri
Occhi siciliani
L’ultimo film insieme


La scenografia
rispecchiava quanto detto prima, scarna, semplice, ma d’effetto, come il
semplice abito grigio indossato da Zarrillo e metteva in evidenza delle enormi
X, formate da strisce bianche ondulate, che s’intersecavano asimmetricamente
alle spalle del cantante. Interessante il gioco delle luci, che via, via, mutava
d’intensità e di colore e ancora fasci di luce arrivavano al pubblico attento e
partecipe.
A mio giudizio, soltanto una piccola osservazione, che rende più credibili le
lodi; il suono assordante degli strumenti musicali, purtroppo, a volte copriva
in maniera fastidiosa la voce dell’artista protagonista, anche quando
magicamente suonava il pianoforte posto in posizione preminente. Ecco, in quel
caso, la perizia e la bravura di Zarrillo naufragavano miseramente in uno "tsunami"
di fragore assordante di batteria, tastiere e chitarre elettriche.