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Data di lettura dati Server: 06-09-2010 - 06:53:59
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La rubrica nasce dalla necessità di informare.
Offriamo ai nostri lettori uno spazio di comunicazione, una bussola per orientarsi all’interno del mondo dell’arte in tutte le sue espressioni dall’arte classica, alla tecnoarte. Visibilmente questa società “si sorveglia” come si dice di un regime alimentare, regolando in uno stupefacente carnevale l’eccessiva percezione di sensi, immagini, arti. Un totalitarismo dolce, suadente, che tutto pervade.
L’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica perde le sue caratteristiche di unicità per divenire ripetibile: tutto è spettacolo, esplosione di simboli e segni per sovrasignificare sul reale.
Al punto che si sono creati neologismo come Global-loc (globale-locale), shopentertainment, architainment (architettura che fa spettacolo) o japanimation. Davanti alla mistificazione consumistica della vita, l’artista risponde con il gioco-spettacolo dell’arte. Sarà un Cicerone d’eccezione, fedele all’obiettivo del cardinal Scipione di condividere con i propri ospiti i capolavori d’arte.
Intingendo il pennello della scrittura nell’intelletto, invitando il lettore alla fruizione ipermediale degli articoli che vi proporremo.

Luca Magrini Cupido
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
572 NEW YORK MINUTE macro future dal 20 settembre al 1 novembre Artefactum Luca Magrini Cupido 05/2009 Apre eventuale link con Articolo 572 già pubblicato
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Approda per la prima volta in Europa una mostra di 60 artisti il cui lavoro riflette come in un prisma tutte le facce della scena artistica contemporanea di New York. L'espressione "New York Minute" si riferisce alla velocità con cui i newyorchesi reagiscono agli stimoli, in un misto di impazienza, ingenuità e grande prontezza. Gli artisti in mostra rappresentano una risposta veloce e ingegnosa al panorama culturale di oggi e alle questioni specifiche della loro generazione La mostra curata da Khaty Grayson espone installazioni di grandi dimensioni, murales, sculture e video-proiezioni. Tra gli artisti in mostra, Dash Show, Terence Koh e Ryan McGinley, protagonisti dello star system americano.

Artisti che fanno del loro stile di vita l’espressione e il prodotto stesso della loro arte. Il loro lavoro esplora alcune delle principali tendenze del nuovo modo di fare arte a New York: svecchiare l’action painting e l’astrazione con la durezza della vita di strada; sintetizzare la cultura pop in artefatti artigianali e sinceri; spingere il concettuale verso vie nuove e assurde; organizzare collettivi e portare l’arte interdisciplinare in tour; trasferire l’attitudine punk all’assemblaggio, al collage e alla scultura. La mostra è articolata in tre aree tematiche, espressione delle principali tendenze artistiche della Grande Mela contemporanea: Street punk, Wild figuration e New Abstraction. Alla prima area, lo Street punk, appartengono artisti come Dash Snow, Kembra Pfahler, Terence Koh e Aurel Shmidt. Un misto di energia oscura e street-life in cui si fondono collage, performance, musica e scultura.

Essi trasformano l'energia oscura delle strade in progetti sinceri e provocatori sotto forma di collage, performance, musica e scultura; sono attratti dal pericolo e dall'anarchia dell'ambiente urbano e producono lavori crudi che riflettono questa attrazione. La Wild Figuration, più colorata, più esplosiva, privilegia manufatti e composizioni realizzati con materiali di recupero. Gli artisti prediligono esplosioni di pigmenti prismatici e oggetti fatti a mano o trovati. Usano la grafica e le citazioni del mondo del fumetto, insieme a un immaginario pop di cultura "bassa" per creare nuove raggianti creature. Il loro modo comunitario di lavorare è testimoniato dalla partecipazione a collettivi e gruppi rock.

Infine la New Abstraction presenta i tentativi nel campo dell’esplorazione dell’astrazione, con l’energia della cultura street e dell’era digitale, rivitalizzano approcci demodé nei confronti dell'astrazione con nuove visioni dell'era digitale, i nuovi pittori astratti comunicano con urgenza e immediatezza. Rappresentanti di quest’area sono Dan Colen, Rosson Crow, Tauba Auerbach a Ara Peterson. Il calendario sarà accompagnato da una serie di eventi collaterali, concerti, screening, performance ed happening che presentano artisti affini, per contenuti ed estetica, allo spirito della mostra.

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