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PROFILO DI CITTA’
ITALIA
ROMA – Quarta Parte
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Come ricordato nel nostro ultimo appuntamento, proseguiamo il nostro girovagare da Campo de’ Fiori, un tempo un semplice prato, a cui si deve il nome, dove fino al Quattrocento pascolava il bestiame, oggi una piazza situata nel rione Regola |
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di fronte al Teatro dei Satiri che fa perno sulle fondamenta di un teatro molto particolare: si tratta dell’antico Teatro di Pompeo, che si può definire il primo teatro di Roma e che fu inaugurato nel 55 a.C.; |
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iniziamo da qui perché è al mattino il momento migliore per visitare la piazza, animata dal mercato che è ancora adesso uno dei più pittoreschi di Roma. Il mercato fu trasferito qui da Piazza Navona, nel 1869, ed è il vero motore di tutto l’animatissimo quartiere. |
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L’atmosfera che contraddistingue Campo de’ Fiori ne fa uno degli angoli più autentici della città con i suoi locali caratteristici come le osterie, ristoranti, pizzerie e mescite di vino, mentre suonatori ambulanti riempiono l’aria di note musicali. |
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Al centro della piazza, la statua del monaco filosofo Giordano Bruno, giudicato eretico dal tribunale del Sant’Uffizio e bruciato vivo il 17 febbraio 1600; da quel momento il luogo venne prescelto per le esecuzioni capitali della città e nel 1887 in suo onore, fu eretto il monumento che vediamo ancora oggi. |
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L’intensa attività artigianale che caratterizzava la zona, è ancora adesso riscontrabile nel nome delle strade come via dei Baullari, dove si fabbricavano bauli e valigie, |
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via dei Cappellari (dove nacque il poeta Metastasio) in cui si confezionavano cappelli, via dei Chiavari dove si facevano le chiavi |
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e ancora via dei Giubbonari, frequentata soprattutto dai giovani e via del Pellegrino il cui nome rievoca immediatamente la folla di fedeli che si recava a visitare San Pietro e che ospitava gli orefici romani. |
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Da segnalare la panetteria “Il Fornaio” situata all’inizio di via dei Baullari che espone nelle sue vetrine montagne di dolci, crostate, strudel e pani stupendi di tutte le forme e di tutti i tipi. |
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Dietro Campo de’ Fiori si erge il bellissimo Palazzo Farnese, uno fra i massimi esempi dell’architettura del Rinascimento romano, costruito per Alessandro Farnese (papa Paolo III) che fu portato a termine prima da Michelangelo e poi dal Vignola e da Giacomo della Porta nel 1589 |
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e che ospita oggi l’ambasciata francese e logicamente non è aperto al pubblico, mentre si possono visitare il cortile e la galleria. |
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Non lontano troviamo anche Palazzo Spada costruito nel 1548, in cui si possono ammirare rilievi che rievocano la passata grandezza di Roma. |
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Dal 1927 palazzo Spada ospita il Consiglio di Stato e questo è il motivo per cui lo si può visitare soltanto con un permesso speciale; libero, invece, è l’ingresso al cortile che per la sua bellezza merita senz’altro una visita, insieme alla galleria Spada (ingresso a pagamento), quattro sale relativamente intatte, con mobili e decorazioni dell’epoca e quadri di notevole valore |
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Da non trascurare nei paraggi via Giulia, una delle strade più famose e suggestive di Roma, bellissimo esempio di urbanistica rinascimentale, |
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voluta da papa Giulio II, che deve al Bramante l’impostazione del suo tracciato. Lunga circa 1 chilometro fu edificata nel corso del Cinquecento e Seicento |
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e alcuni suoi palazzi ebbero come architetti i nomi più prestigiosi dell’epoca come per esempio il Borromini a cui si deve il rifacimento di palazzo Falconieri, attualmente occupato dall’Accademia di Ungheria, |
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la fontana del Mascherone voluta dai Farnese, |
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le Carceri Nuove fatte costruire nel 1655 da Innocenzo X in sostituzione delle terribili prigioni di Tor di Nona e il bellissimo palazzo Sacchetti di Antonio Sangallo il Giovane che fu anche il primo architetto di palazzo Farnese. |
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La grande chiesa che si innalza al termine di via Giulia fu voluta da Leone X, il papa Medici, per dare un tempio a tutti i fiorentini residenti a Roma e che per tale ragione prese il nome di S. Giovanni dei Fiorentini; per la sua costruzione intervennero prima il Sansovino, poi il Sangallo ed infine Giacomo della Porta, mentre la cupola eretta nel 1620 è opera di Carlo Maderno. |
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L’interno chiaro e luminoso è ricco di opere d’arte, ma la parte più interessante è senza dubbio il Presbiterio, una splendida raccolta di sculture, stucchi, marmi policromi e architetture dovute a due maestri del barocco come Pietro da Cortona e Borromini. |
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Siamo arrivati ora a quello che oggi costituisce il rione più piccolo di Roma, un tempo occupato dalle estreme propaggini meridionali del Campo Marzio dove sorgeva il Foro Olitorio, una zona adibita a mercato e ricca di portici e di edifici sacri. |
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Condotti a Roma come schiavi da Pompeo, gli ebrei vennero apprezzati per la loro capacità nel campo della finanza e della medicina; perseguitati, furono costretti a vivere all’interno di un’area cintata da un muro con cinque porte che si aprivano all’alba e si chiudevano al tramonto, conosciuta come il “Ghetto” |
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che andava dal Portico d’Ottavia al Tevere fino a S. Angelo in Pescheria e questo dal 1555 anno in cui Paolo IV Carafa mise in atto tutte le disposizioni riguardanti la popolazione ebraica, fino al 1848 anno in cui furono smantellate definitivamente le sue mura. |
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Nonostante la sparizione di gran parte del Ghetto, moltissimi ebrei continuarono a vivere nella zona che, durante l’occupazione tedesca a Roma, subì l’ultima tragica violenza e molte persone furono deportate nei campi di sterminio nazisti e tante altre trucidate alle Fosse Ardeatine. |
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Oggi la sua strada principale, via Portico d’Ottavia, conduce fino alla Sinagoga centrale, passando accanto a ristoranti e negozi di cibi ebraici. |
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Ponte Fabricio, fra i più antichi di Roma, costruito nel ’62 a.C. da Lucio Fabricio ed arrivato ai giorni nostri pressoché intatto, |
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collega l’ex Ghetto con l’Isola Tiberina, considerata centro di cura sin dal 293 a.C. quando vi fu eretto un tempio in onore di Esculapio, dio della medicina; |
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oggi vi ha sede l’ospedale dei Fatebenefratellii, molto apprezzato in tutta la città |
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ed ospita anche la bella chiesa di San Bartolomeo fondata dall’imperatore Ottone III nell’ XI secolo e più volte ristrutturata. |
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Meno importante dal punto di vista monumentale ma molto apprezzata dai romani e dai turisti la trattoria “Da Sora Lella” . |
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Da piazza di Monte Savello raggiungiamo velocemente il Teatro Marcello, sorto dove prima si trovava l’antico Circo Flaminio, terminato da Augusto che lo dedicò alla memoria del nipote Marcello, morto in giovane età e che poteva ospitare fino a 20.000 spettatori. |
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Oggi sono rimasti solo i due piani inferiori perché nel corso del Medioevo, il teatro venne parzialmente demolito; negli anni trenta infine fu liberato dalle costruzioni circostanti e restaurato, |
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dando più spazio alla vicina chiesa di S. Nicola in Carcere, sicuramente antecedente all’anno Mille, così chiamata perché nel Medioevo l’area era occupata da una prigione. |
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La chiesa è sede del culto mariano: sia la Madonna di Pompei che la messicana Nostra Signora di Guadalupe sono qui molto venerate. |
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Sotto l'altare maggiore vi è una vasca di basalto contenente le reliquie dei martiri. |
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Merita un’attenzione particolare la grandiosa chiesa di S. Maria in Campitelli che si affaccia sulla piazza omonima, costruita nella seconda metà del Seicento da Carlo Rainaldi. |
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Con la piccola piazza Mattei che prende il nome dall’imponente complesso di costruzioni cinquecentesche e seicentesche appartenute proprio alla famiglia Mattei |
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e famosa per la splendida fontana delle Tartarughe risalente alla metà del ‘500 |
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e la Sinagoga sorta agli inizi del Novecento con i simboli dell’ebraismo: la stella di David, il candelabro a sette bracci, le tavole della Legge, |
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si conclude la visita del rione Sant’Angelo. Nel frattempo riposatevi un attimo, giusto il tempo di raggiungere la zona che ospita piazza di Spagna, da dove riprenderemo la prossima volta il nostro cammino. |
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