
Cambiano le mode e arriva
il digitale. All'inizio era il bianco e nero, poi il colore, in seguito il
formato dello schermo, fino ad arrivare alla ricezione tridimensionale, il tutto
attraverso la digitalizzazione integrale del segnale.
È l’inizio di un’operazione che si concluderà per il resto dei canali a novembre
2009 e che coinvolge 4 milioni e mezzo di residenti in 166 comuni del Lazio.
Questi dovranno dotarsi di un decoder da collegare al televisore, oppure di un
nuovo tv con apparecchio incorporato. In linea di massima non si dovrà apportare
alcuna modifica all’impianto di ricezione, ma, con tutta probabilità, toccherà
risintonizzare il decoder.

Se è vero che il passaggio
al digitale terrestre è un passaggio positivo, è pur vero che molti over 65 sono
sicuramente rimasti al buio, rinunciando a vedere alcune reti, come RaiDue e
Rete4, che hanno già spento i canali. A risentirne maggiormente sono le così
dette fasce deboli: anziani, famiglie indigenti, tutti coloro che non hanno Sky
e tutti quelli che hanno difficoltà per consultare un tecnico. Il passaggio
forzato al digitale rappresenta un costo gravoso per le famiglie, che dovranno
sobbarcarsi una spesa media di 120 euro per l’acquisto dei decoder. Inoltre, va
considerato che ai costi per i decoder vanno aggiunte le eventuali spese per
l’antennista, in media 60 euro, dato che spesso si verificano casi di mancata
ricezione del segnale.

Insieme a questa
rivoluzione, aumentano però i potenziali rischi di sostanze tossiche e rifiuti,
causati dal fatto che i vecchi televisori non sono compatibili con il digitale
terrestre e finiscono nelle discariche (quando non ai lati delle strade). Per
ulteriori informazioni e consigli, si può ricorrere al sito
www.decoder.comunicazioni.it. Inoltre, c’è il numero verde 800 022 000 messo a
disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, attivo tutti i giorni dalle
8 alle 23.
