
Respiro il ricordo del mare
e la salsedine
spruzza il mio viso.
Sogno in punta di piedi,
come l’edera sogna
sul muro scrostato
di un vecchio casolare.
Nascondo nell’ombra
la lenta agonia
del mio vivere
ai margini dell’attesa.
Non cerco acque cristalline
per ristorare l’arsura,
né felci per riposare i miei piedi.
Solo l’odore del mare
e l’ultimo grido di gabbiano.
Si dipanano le mie strade
e si alzano furiose
le onde del mio mare,
ma la calma che aspetto
rotola lontano,
in una certezza
che non arriva mai…