| ID | Titolo Articolo | Rubrica | Redattore Articolo | n° | Link |
| 53 |
Il Papa dei giovani |
Eventi |
Paolo |
03/2005 |
 |
| Testo Articolo |
IL PAPA DEI GIOVANI
In questi giorni in cui tutto il mondo ha dato il proprio saluto al Papa Giovanni Paolo II, si è manifestato con stupefacente chiarezza quanto questo Papa fosse amato dai giovani: sicuramente i giovani hanno costituito la maggioranza dei pellegrini che con ogni mezzo e con gravi disagi hanno voluto esprimere il proprio affetto al Papa andando a Roma per porgergli un segno di gratitudine. E' chiaro che a Roma c'erano tutti, giovani adulti ed anziani, ed è anche chiaro che i giovani hanno maggior facilità di muoversi, ma la loro presenza è stata certamente schiacciante!
Questo è stato il Papa amato dai giovani, dicevamo, perché lui amava i giovani e si sentiva particolarmente vicino a loro. Con questa affermazione non vogliamo sminuire la grandezza dei pontificati precedenti: ogni Papa ha avuto la sua caratteristica e ogni caratteristica è stata probabilmente quella giusta per il periodo storico in corso. Sicuramente Giovanni Paolo II si è trovato a vivere e a operare in un periodo in cui i giovani cominciavano a sentire una certa stanchezza e una certa disaffezione verso l'impegno sia nel campo civile e sociale che nel campo religioso: il post-concilio era passato ed alcuni "sogni" stavano svanendo, il '68 era ormai lontano e la marea era tornata negli argini. I giovani, in poche parole, avevano perso quelle spinte ideali che li avevano accesi e animati negli anni '60 e '70.
Il Papa ha colto, nel 1985, l'occasione dell'Anno Internazionale della Gioventù indetto dall'ONU per lanciare un messaggio speciale ai giovani, solo a loro:
La Chiesa attribuisce una speciale importanza al periodo della giovinezza come ad una tappa chiave della vita di ogni uomo. Voi, giovani, incarnate appunto questa giovinezza: voi siete la giovinezza delle nazioni e delle società, la giovinezza di ogni famiglia e dell'intera umanità; voi siete anche la giovinezza della Chiesa. Tutti guardiamo in direzione vostra, poiché noi tutti, grazie a voi, in un certo senso ridiventiamo di continuo giovani. Pertanto, la vostra giovinezza non è solo proprietà vostra, proprietà personale o di una generazione: essa appartiene al complesso di quello spazio, che ogni uomo percorre nell'itinerario della sua vita, ed è al tempo stesso un bene speciale di tutti. E un bene dell'umanità stessa.
In voi c'è la speranza, perché voi appartenete al futuro, come il futuro appartiene a voi. La speranza, infatti, è sempre legata al futuro, è l'attesa dei “beni futuri”. Come virtù cristiana, essa è unita all'attesa di quei beni eterni, che Dio ha promesso all'uomo in Gesù Cristo. E contemporaneamente questa speranza, come virtù insieme cristiana e umana, è l'attesa dei beni che l'uomo si costruirà utilizzando i talenti a lui dati dalla Provvidenza.
In questo senso a voi, giovani, appartiene il futuro, così come un tempo esso appartenne alla generazione degli adulti e proprio insieme con essi è divenuto attualità. Di questa attualità, della sua molteplice forma e profilo sono responsabili prima di tutto gli adulti. A voi spetta la responsabilità di ciò che un giorno diventerà attualità insieme con voi, ed ora è ancora futuro.
Questa dimensione è anche la dimensione propria della speranza cristiana e umana. E in questa dimensione il primo e principale augurio che la Chiesa fa a voi giovani, per mia bocca, in quest'Anno dedicato alla Gioventù è: siate “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”.
Il Papa poi prendendo spunto dal brano evangelico del "giovane ricco", lancia ai giovani una serie di stimoli spirituali che culminano nella domanda:
“Che cosa devo fare per avere la vita eterna?”
nell'atteggiamento di Gesù:
“Gesù, fissatolo, lo amò”.
nella risposta di Gesù:
“Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dàllo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”
e nel suo personale augurio a tutti i giovani:
Auguro a ciascuno e a ciascuna di voi di scoprire questo sguardo di Cristo e di sperimentarlo fino in fondo. Non so in quale momento della vita. Penso che ciò avverrà quando ce ne sarà più bisogno.
Dall'85 in poi ogni due anni il Papa ha convocato tutti i giovani del mondo per le Giornate Mondiali della Gioventù.
Nel 1987, a Buenos Aires (Argentina), sul tema:
” Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi”
Nel 1989, al Santuario di Santiago di Compostela (Spagna), sul tema:
Hai già scoperto Cristo, che è la Via, che è la Verità, che è la Vita?
Nel 1991, al Santuario della Madonna nera di Czestochova (Polonia), sul tema:
“Avete ricevuto uno spirito da figli... ”
Nel 1993, a Denver (Colorado - USA), sul tema:
“lo sono venuto perché abbiano la vita”
Nel 1995, a Manila (Filippine), sul tema:
“Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo”
Nel 1997, a Parigi (Francia), sul tema:
“Maestro, dove abiti? Venite e vedrete”
Nel 2000, a Roma, sul tema:
“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”
Nel 2002, a Toronto (Canada), sul tema:
“Voi siete il sale della terra... voi siete la luce del mondo"
Una caratteristica di Giovanni Paolo II è stata quella che spesso durante i discorsi metteva da parte i fogli dove era pronto il testo ufficiale, e continuava a braccio facendosi guidare dai sentimenti e da ciò che gli suggeriva il momento. Spesso ha fatto battute di spirito ed è entrato in dialogo con la folla dei giovani che aveva davanti. Chi di noi partecipò alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 se lo ricorda bene...
Ecco, Giovanni Paolo II è stato sicuramente il Papa dei giovani, e i giovani l'hanno capito e glie ne sono grati ! Le pagine del Vangelo "sfogliate" dal vento durante la Messa di commiato in Piazza San Pietro sono il segno che il Papa sta ancora parlando alla sua gente. Ci vede e ci benedice dalla finestra della Casa del Padre !
A Risentirci da
Paolo
|
| Midi Articolo | File | Nome File | Commento | |
|
|
|