
Nata il 19 novembre del 1957 nel
quartiere di Hatikva, a Tel Aviv, Ofra Haza cresce insieme a nove tra fratelli e
sorelle. La madre è una cantante di musica tradizionale dello Yemen e Ofra
sentendola cantare scopre fin da piccola l'amore per la musica. Dai dodici anni
in poi Ofra Haza è parte integrante del gruppo teatrale di Hatikva. Le trame
degli spettacoli sono spesso di ispirazione politica, quindi i copioni vengono
modificati in base alle decisioni prese dal governo in quel momento. Ofra
affronta con coraggio due anni di servizio militare che in Israele è
obbligatorio anche per le donne.
Inizia ad esibirsi cantando in giro per il suo paese e pubblica per il solo
mercato israeliano diversi album di genere pop tra cui il best seller "Shirey
Moledet" .
Nel 1983 partecipa all'Eurofestival classificandosi al secondo posto con la
canzone Hai. Nel 1985 , dopo un successo ben consolidato in patria , pubblica il
suo primo disco sul mercato internazionale , Yemenite Songs un tributo alla
musica dello Yemen che le fa conquistare una ristretta notorietà. Con l'aiuto di
alcuni produttori americani nel 1988 incide Shaday, l’album caratterizzato da
ritmi dance occidentali miscelate in modo divino con le sonorietà provenienti
dal Medio Oriente, fa ottenere ad Ofra Haza un enorme successo prima in Israele,
poi Inghilterra ed in Europa, facendo dell' album il maggior successo di genere
ethnopop in lingua non inglese, come il brano di successo Im Nin' Alu, che le fa
vendere milioni di copie.

Nel 1989 pubblica Desert Wind, altro
riuscitissimo prodotto di sonorietà pop, dance e suoni provenienti dal deserto.
Alcune canzoni di Desert Wind sono scelte come colonna sonora dal film Orchidea
Selvaggia di Zalman King con Mickey Rourke e Carrè Otis. L'album ottiene grande
successo in Medio Oriente, in Europa e fa conoscere Ofra Haza anche in Italia,
dove parteciperà al Festival di Sanremo 1991, con la versione in inglese della
canzone di Raf Oggi un Dio non ho, Today I'll Pray. Così Ofra Haza diventa un
artista di tendenza, capace con la sua musica di far da tramite tra mondo
occidentale e mondo orientale.

Diventa prima "regina d'Israele" poi la "Madonna di Israele" incidendo una sua
versione della canzone di Madonna Open Your Heart che la fa conoscere anche
negli Stati Uniti. Nel 1992 Ofra Haza pubblica Kirya, dove abbandona i ritmi
techno, per dedicarsi a brani cantati in ebraico e arabo, non prima di aver
partecipato, in qualità di guest-star, alla nuova versione del più grande
successo dei Sisters of Mercy Temple of love. Questo fa sì che ancora una volta
lei sia portavoce del suo paese nel mondo.

Nel 1998, la sua notorietà
mondiale viene confermata dall'invito a partecipare alla colonna sonora dal film
d'animazione della Dreamworks pictures, Il Principe d'Egitto, accanto a star
della musica come Whitney Houston e Mariah Carey.

Nonostante così tanto
successo la fortuna sembra voltarle le spalle: nel 1987, sopravvive
miracolosamente ad un'incidente aereo: il Cessna su cui viaggia, precipita nel
deserto, al confine tra Israele e Giordania ed Ofra viene trovata delle autorità
solo dopo qualche giorno.
Nel febbraio del 2000, cade in coma e muore mentre il mondo dello spettacolo e
il mondo si disperano per l'accaduto. Causa della morte: AIDS. La malattia le è
stata trasmessa a sua insaputa dal marito, Doron Ashkenasi, tossicodipendente.
La famiglia di Ofra Haza accusa Ashkenasi della morte della cantante e di non
aver mai detto a sua moglie di essere sieropositivo, lui muore nell'aprile del
2001 per overdose di cocaina. Al funerale della cantante israeliana sono
presenti migliaia di ammiratori e personalità politiche come l'allora Primo
Ministro Barak e lo statista Shimon Peres.
Ofra Haza nella sua breve carriera ha portato la musica e la cultura israeliana
in Occidente ed così diventa quasi un'eroina nazionale.