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Data di lettura dati Server: 05-09-2010 - 20:02:07
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Rubrica che illustra, attraverso piccole pillole, alcuni dei più illustri letterati italiani, biografie e correnti letterali di pensiero. Antonio Timoni
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
245 La poesia dialettale - Trilussa Pillole di letteratura Antonio Timoni 01/2008 Apre eventuale link con Articolo 245 già pubblicato
Testo Articolo

19 - LA POESIA DIALETTALE
( TRILUSSA)

Trilussa è lo pseudonimo di Carlo Alberto Salustri ( Roma 26 ottobre1871 – 21 dicembre 1950 ), artista fine ed estroso e noto come favolista satirico in dialetto romanesco con una vena malinconica e amara, autore di un gran numero di poesie, alcune delle quali in forma di sonetti di cui spesso ne illustrava personalmente il testo; dopo un ‘infanzia molto povera e studi non proprio regolari, debuttò prestissimo nel 1887 con alcune brevi poesie romanesche, ispirato dalla gente e dalle strade di Roma di cui i suoi personaggi fanno parte e crebbe la sua fama tra il 1920 e il 1930 quando la sua notorietà raggiunse il massimo, pur non frequentando mai i circoli letterari del tempo.


La satira di Trilussa è scherzosa, diretta contro le piccole miserie della vita, i cui compromessi vengono ridicolizzati con umorismo punzecchiante. Nella sua poesia c’è un profondo insegnamento politico: fin quando gli sfruttati e gli oppressi sono divisi tra loro, i padroni avranno sempre la meglio. Il poeta non tacque neanche durante il fascismo, anzi espresse sempre, in maniera moderata ed onesta, l’ostilità popolare alla dittatura. Con arguzia e modi disincantati, Trilussa ha commentato circa cinquanta anni di cronaca romana e italiana, dall’età giolittiana agli anni del fascismo e a quelli del dopoguerra. Personaggio davvero particolare, Trilussa visse di proventi editoriali e di collaborazioni con vari giornali come “Rugantino”, “Il don Chisciotte di Roma”, “Il Travaso delle idee” e l’Almanacco “Er Mago de Vorgo”; era anche un bravo dicitore dei suoi versi e come lettore di poesie, fece anche diverse rappresentazioni in Italia e all’Estero. In molte sue opere i protagonisti sono animali che danno vita a momenti di indubbia ilarità, mettendo allo stesso tempo in ridicolo vizi e difetti dell’uomo. Trilussa collaborò anche con il famoso chansonnier Ettore Petrolini, per il quale scrisse alcuni importanti testi teatrali; nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi il 1° dicembre 1950, morì soltanto venti giorni dopo la sua nomina.

 

 


Le sue opere più importanti sono: Quaranta sonetti (1895), Favole romanesche (1900), Er serrajo (1903), Ommini e bestie (1908), Lupi e agnelli (1919), Le cose (1922), Tutte le poesie (postume 1951); inoltre “Le storie” (1913), “Giove e le bestie”, “Cento favole”, “Acqua e vino” e “La gente” (1927).


Qui di seguito un piccolo assaggio della poesia di Trilussa con un sonetto tratto da “Acqua e vino” :
 


Felicità
C’è un’Ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se va....
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.


 

 

ANTONIO TIMONI
 

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