| ID | Titolo Articolo | Rubrica | Redattore Articolo | n° | Link |
| 215 |
51a Giornata dei malati di lebbra |
Angolo della fede |
Paolo |
02/2004 |
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| Testo Articolo |
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51a
Giornata dei malati di lebbra
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Domenica 25 gennaio è
stata celebrata in Italia e nel mondo la 51a Giornata dei malati di
lebbra. In molte piazze d'Italia e davanti a molte chiese abbiamo visto
dei volontari vendere confezioni di miele per raccogliere fondi a sostegno
delle attività umanitarie a favore dei malati di lebbra.
Dal sito dell'Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (AIFO)
presento una sintesi delle iniziative promosse a favore di tali malati e
la biografia di Raoul Follereau.
Arrisentirci.
Paolo
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| La
Giornata mondiale dei malati di lebbra è un grande appuntamento di
solidarietà che si rinnova da cinquant'anni. Capi di Stato, autorevoli
ricercatori, persone semplici, offrono il proprio contributo alla
celebrazione di questo evento.
Fu istituita
nel 1954 da Raoul Follereau, che inseriva la lotta alla lebbra in un
impegno più ampio di lotta ad ogni forma di emarginazione e di
ingiustizia. In Italia l'iniziativa è promossa dall'AIFO.
L'AIFO, grazie
al sostegno di centinaia di migliaia di italiani ha curato, in
quarant'anni di attività, un milione di malati di lebbra destinando 100
milioni di Euro a progetti nei paesi a basso reddito.
Anche
quest'anno, pezzo forte della Giornata mondiale dei malati di lebbra sarà
la presenza in Italia di alcuni "testimoni" di solidarietà,
impegnati direttamente sul campo. Saranno la voce di chi vive in contesti
di ingiustizia ed emarginazione, voce di chi fatica ad avere voce. Insieme
alle loro esperienze, porteranno i colori, i suoni, le emozioni dei popoli
a fianco dei quali hanno deciso di camminare.
Inoltre, anche
per il 2004, in centinaia di piazze italiane sarà distribuito dai
volontari AIFO il "miele della solidarietà": questa iniziativa
servirà a finanziare i progetti di lotta alla lebbra in India.
L’iniziativa
sosterra’ inoltre il progetto di Sumana Halli, nel sud dell’India,
presso cui sono realizzati i sacchetti di iuta che confezioneranno i
vasetti del miele che proviene dal circuito del commercio equo e solidale.
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Il
miele della solidarietà
Distribuendo
nelle piazze italiane vasetti di miele in cambio di un contributo,
si aiuta l'Aifo a sostenere gli interventi rivolti alla ricerca di
nuovi casi, alla cura ed alla riabilitazione sia fisica che sociale dei
malati di lebbra in 6 Stati dell'India, che costituiscono
più del
70% di tutti i malati del mondo.
Gli obiettivi
dell'intervento in India sono:
- diagnosticare
tempestivamente i nuovi casi, specialmente nei villaggi più isolati,
prima che sopraggiungano disabilità irreversibili;
- assicurare
il trattamento farmacologico;
- offrire
terapie riabilitative fisiche e piani di reinserimento sociale alle
persone clinicamente guarite;
- formare
il personale locale affinché sia in grado di diagnosticare la
malattia.
l miele
utilizzato per questa iniziativa proviene da piccoli produttori delle aree
rurali del Nicaragua e della Croazia attraverso il circuito del Commercio
equo e solidale.
L'AIFO ha
realizzato questa scelta per incrementare il suo impegno nella creazione
di rapporti basati sulla giustizia e sulla solidarietà. I sacchetti di
juta che conterranno i vasetti sono confezionati dagli ex malati di lebbra
del Progetto Sumana Halli a Bangalore in India., sostenuto dall'AIFO
Che
malattia è
La lebbra è
una malattia contagiosa causata dal Mycobacterium leprae, bacillo
isolato nel 1873 da Gerhard Armauer Hansen. Da allora la malattia
è definita Hanseniasi o Morbo di Hansen ed i malati Hanseniani.
Anche se la malattia è perfettamente curabile, ancora oggi le si
accompagna spesso un pesante stigma sociale che vede le persone che
ne sono affette, anche se guarite completamente, considerate
"diverse" e socialmente emarginate. Questo comportamento e'
dovuto al retaggio della paura secolare per una malattia che a lungo ha
evocato terrore a causa dell'incurabilità e delle tremende mutilazioni
che provoca. Le deformità provocate dall'hanseniasi sono devastanti ed
inconfondibili. Solo una cura precoce e tempestiva può evitarle.
Come si manifesta la
malattia
Il bacillo
inizialmente distrugge i nervi periferici provocando insensibilità;
successivamente attacca i tessuti causando le mutilazioni. Se non trattata
provoca danni progressivi e permanenti a pelle, nervi, arti ed occhi. Sono
circa 740.000 i nuovi casi registrati nel 1999.Tra i nuovi casi circa
80.000 sono bambini e 250.000 hanno già danni permanenti che li
renderanno disabili per tutta la vita. In realtà nessuno può dire
esattamente quanti siano i malati nel mondo. Quelli diffusi sono i dati
provenienti da zone in cui sono presenti servizi sanitari funzionanti. Ma
chi può dire oggi quanti malati ci siano in paesi lacerati da guerre o
con infrastrutture allo sfascio? Di fatto quando si avviano piani di
ricerca dei casi di lebbra in aree poco raggiungibili si continuano a
scoprire numerose persone affette dalla malattia. Tra loro la percentuale
dei bambini rimane relativamente alta e prevale la forma tubercolare, cioè
il tipo di lebbra che provoca molto rapidamente le disabilità. Tutto ciò
indica una morbilità ancora elevata.
La cura
Solo nel 1940,
con il "dapsone", si cominciò ad avere una cura, ma il farmaco
andava assunto per tutta la vita ed aveva il solo effetto di rallentare
l'avanzata della malattia. E' dai primi anni '80, con l'introduzione della
polichemioterapia (rifampicina, clofazimina e dapsone), che
finalmente dalla lebbra si può guarire. L'Organizzazione Mondiale
della Sanità - OMS raccomanda la polichemioterapia dal 1981. Da 5 a 20
anni è il periodo d'incubazione del bacillo che causa la malattia. Da
6 mesi a due anni dura il periodo di trattamento farmacologico.
Si stima che più di 6 milioni di persone subiscano oggi le conseguenze
fisiche e sociali della malattia.
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Stato
globale della lebbra nel 2003*
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Regione
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Casi
in
trattamento
|
Nuovi
casi
rilevati nel 2002
|
|
Africa
|
53
888
|
48
248
|
|
America
|
75
686
|
39
939
|
|
Mediterraneo
orientale
|
7
899
|
4
665
|
|
Asia
sud orientale
|
385
458
|
520
632
|
|
Pacifico
occidentale
|
11
335
|
7
154
|
|
Europa
|
45
|
34
|
|
Mondo
|
534
311
|
620
672
|
* Come
riportato da 110 stati
|
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Raoul
Follereau
Raoul
Follereau nasce il 17 agosto del 1903 a Nevers in Francia, da una famiglia
di industriali.
Nel
1918 incontra Madeleine Boudou, con la quale trascorrera' tutta la vita.
Studia diritto e filosofia, si fa notare come poeta, giornalista,
conferenziere.
Nel
1935 seguendo, per interesse personale e come inviato speciale del
giornale La Nacion, le orme del missionario Charles de Foucauld incontra
ad Adzope' (Costa d'Avorio) un villaggio di lebbrosi. Questo incontro
cambia la sua vita.
Nel
1942 in piena guerra lancia l'iniziativa di solidarieta' L'Ora dei poveri.
Ricercato dai Nazisti, per una serie di articoli contro Hitler, e'
costretto a nascondersi.
Nel
1946 lancia il Natale del Padre de Foucauld e fonda L'Ordine della Carita'
che diverra' in seguito la Fondazione Raoul Follereau.
Nel
1953 con i soldi raccolti nei suoi giri di conferenze viene inaugurata ad
Adzope' la citta' dei lebbrosi con laboratori, radio, cinema, e tante
casette al limitare della foresta. I primi malati escono cosi'
dall'emarginazione in cui da secoli erano tenuti, milioni di altri li
seguiranno.
Compie
l'equivalente di ben trentadue volte il giro del mondo per raccogliere
fondi per curare i malati di lebbra. Rendendosi conto che questa malattia
non sara' mai vinta fino a quando milioni di persone saranno colpite dalla
poverta', dallo sfruttamento, dalla guerra allarga il discorso a quelle
che lui chiama le "altre lebbre": l'indifferenza, l'egoismo,
l'ingiustizia.
Scrive
ai capi di stato, propone lo sciopero dell'egoismo, denuncia, senza
riguardi per nessuno, l'ingiustizia e l'ipocrisia in decine di scritti e
migliaia di conferenze. Istituisce nel 1954 la Giornata Mondiale dei
Malati di Lebbra celebrata tuttora in 150 paesi.
Tra
il 1964 e il 1969 anima la campagna il costo di un giorno di guerra per la
pace, rivolta all'ONU, a cui aderiscono 4 milioni di giovani in 125 paesi.
Muore
a Parigi il 6 dicembre del 1977.
Gli
insegnamenti e l'esempio, attraverso il suo stesso linguaggio, sono
riproposti nei libri che ci ha lasciato. La sua opera continua a vivere e
rinnovarsi nel lavoro di decine di organizzazioni che portano il suo nome.
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Opere
di Raoul Follereau
"Se
Cristo domani" ; "La civiltà dei semafori"; "Uomini
come gli altri"; "La sola verità è amarsi"; "Io
canterò dopo la mia morte"; "Il libro d' amore".
a
cura di Paolo
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