Il Settimo Senso news
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Last Access: 2019-09-18 13:58:46  
02/2014
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Rubrica: Pillole di letteratura
Redattore: Antonio Timoni

Titolo: La scapigliatura

A Milano nasce e si afferma, nel ventennio 1862-82, la Scapigliatura, nome dato dal romanziere Cletto Arrighi (Carlo Righetti) come traduzione di “bohème” da un romanzo di Murger sulla vita degli artisti poveri di Parigi. Questo movimento letterario era contro il sentimentalismo romantico e la morale borghese, esaltò in maniera provocatoria il vizio, l’anarchia e il gusto del macabro. Gli “scapigliati”, raccolti attorno al loro portabandiera Giuseppe Rovani (Milano 1818-74), erano decisi a rompere ogni legame con la tradizione con un atteggiamento ribelle e spregiudicato, pur non avendo un preciso programma artistico. Ciò non toglie che la Scapigliatura abbia prodotto scrittori e poeti di un certo livello, quali Emilio Praga, Arrigo Boito, Carlo Pisani Dossi e Giovanni Camerana. Parallelamente alla Scapigliatura cominciava a fare le sue prime apparizioni un’altra corrente letteraria destinata ad un maggior e più durevole successo: il Verismo. Già nelle opere del milanese Emilio de Marchi, del romagnolo Alfredo Oriani, dei toscani Renato Fucini e Mario Pratesi, Carlo Lorenzini (che con lo pseudonimo di Collodi scrisse Pinocchio, un libro caro a tutti i ragazzi d’Italia) di cui parleremo dopo,si era venuta affermando una tendenza al bozzetto realistico, per lo più d’argomento campagnolo, dove all’impegno sociale si mescolava una certa vena moraleggiante di cui è piena per esempio la produzione di Edmondo de Amicis, un altro scrittore di questo periodo e di cui parleremo prossimamente.

COLLODI CARLO, pseudonimo di Carlo Lorenzini (Firenze 1826-1890), scrittore e giornalista di idee mazziniane, partecipò alle campagne militari del Risorgimento e svolse un’intensa attività giornalistica, dedicata soprattutto alla cronaca e al teatro. Scrisse in seguito vari libri, ottenendo i migliori risultati nel campo della letteratura per i giovani tra cui “Il viaggio per l’Italia di Giannettino” (1876), Minuzzolo (1878), Occhi e nasi (1881), le avventure di Pinocchio (1880), capolavoro della letteratura italiana dell’Ottocento, che narra la storia di Pinocchio, ragazzo- burattino il quale, pentitosi della sua vita stravagante, si trasforma in un bravo bambino in carne e ossa e Storie Allegre (1887). Mentre le prime opere sono guidate da un intento fondamentalmente educativo-scolastico, con Pinocchio Collodi presenta una storia di grande carica umana, dove le scoperte che egli fa della vita, sono ora gioiose, ora dolenti e dove ribellione e pentimento, si susseguono in un romanzo capace di intenerire e coinvolgere sia i grandi che i piccini.

GIUSEPPE ROVANI, romanziere e letterato italiano (Milano 1818-74), fu dapprima istitutore presso famiglie aristocratiche, quindi bibliotecario a Brera e esule in Svizzera, dove conobbe G. Mazzini, G. Ferrari e Carlo Pisacane. Tra le sue opere: Bianca Cappello (dramma, 1839), La Libia d’oro (romanzo, 1868), Le tre arti (saggi postumi, 1874); il suo capolavoro è però il romanzo ciclico “Cento anni” (1856-65) che scrisse una volta tornato in Lombardia dall’esilio, apparso a puntate sulla “Gazzetta di Milano”, dedicato alla vita milanese dal 1750 al 1850. Rovani fu considerato un precursore ed una guida della Scapigliatura e godé di un’ammirazione entusiastica da parte dei giovani letterati anche della generazione successiva alla sua.

ARRIGO BOITO, poeta e compositore ed esponente della scapigliatura milanese (Padova 1842- Milano 1918), scrisse con E. Praga la  commedia Le madri galanti (1863) e diresse il mensile “Figaro” antimanzoniano; tra le sue opere il poemetto Re Orso (1865) e Il libro dei versi (1877). Scrisse anche per Verdi, i libretti di Otello e Falstaff.

 

 

Antonio Timoni

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