Il Settimo Senso news
Entry N°: 1175893
Last Access: 2019-09-18 14:05:28  
02/2014
Data di lettura dati Server: 18-09-2019 - 14:05:36
Home page Il Settimo Senso portale Giornale / Il Settimo Senso news Accesso Area Riservata Redattori Il Settimo Senso news Web Mail Program
file audio:
   
 
Chiudi Finestra Vai a metà della pagina Vai a fondo pagina Torna Indietro
 
   
 
Elenco articoli pubblicati

Non guardo il mare solo con gli occhi, ma con il cuore Intervista a Rossella Baldino
| entra |
Apre Articolo n° 957 / Titolo: Non guardo il mare solo con gli occhi, ma con il cuore Intervista a Rossella Baldino
Natale di crisi
| entra |
Apre Articolo n° 905 / Titolo: Natale di crisi
Bitcoin la moneta invisibile
| entra |
Apre Articolo n° 910 / Titolo: Bitcoin la moneta invisibile
Pannelli solari e pale eoliche
| entra |
Apre Articolo n° 938 / Titolo: Pannelli solari e pale eoliche
Un Pionierismo di nuova specie
| entra |
Apre Articolo n° 962 / Titolo: Un Pionierismo di nuova specie
Disorient Express di Cinzia Leone
| entra |
Apre Articolo n° 967 / Titolo: Disorient Express di Cinzia Leone
Menu di Natale
| entra |
Apre Articolo n° 771 / Titolo: Menu di Natale
L'ortica in cucina
| entra |
Apre Articolo n° 935 / Titolo: L
Virna Lisi
| entra |
Apre Articolo n° 950 / Titolo: Virna Lisi
Pino Daniele è….
| entra |
Apre Articolo n° 956 / Titolo: Pino  Daniele è….
Un viaggio nel mio profondo - Intervista ad Antonello De Sanctis
| entra |
Apre Articolo n° 812 / Titolo: Un viaggio nel mio profondo - Intervista ad Antonello De Sanctis
Desidero un disco che racconti di me Intervista a Karima
| entra |
Apre Articolo n° 829 / Titolo: Desidero un disco che racconti di me  Intervista a Karima
Il Fumetto è una forma di epressione immediata Intervista a Giuseppe Guida
| entra |
Apre Articolo n° 964 / Titolo: Il Fumetto è una forma di epressione immediata Intervista a Giuseppe Guida
Il vernacolo, come fonte d'ispirazione teatrale Intervista a Simonetta De Leo
| entra |
Apre Articolo n° 972 / Titolo: Il vernacolo, come fonte d
Parigi
| entra |
Apre Articolo n° 949 / Titolo: Parigi
Buon Natale
| entra |
Apre Articolo n° 973 / Titolo: Buon Natale
ROMA - ULTIMA PARTE
| entra |
Apre Articolo n° 955 / Titolo: ROMA - ULTIMA PARTE
Aspettando il Natale...
| entra |
Apre Articolo n° 841 / Titolo: Aspettando il Natale...
Apiterapia e propoli
| entra |
Apre Articolo n° 958 / Titolo: Apiterapia e propoli

Elenco rubriche

| A spasso intorno a... |
| Angolo della fede |
| Appunti di Viaggio |
| ARTEFACTUM |
| Articolo di fondo |
| Attualità |
| Avvenimenti |
| Ciclopassione |
| Curiosità |
| Editoriale |
| Eventi |
| Gastronomia |
| Grandi Amori |
| I Miti del Cinema |
| I Miti della Canzone |
| Imparare elettronica |
| Intervista |
| La posta del cuore |
| Librarsi |
| Lo scrigno dei romanzi perduti |
| Misteri |
| Oroscopo |
| Pensieri e parole |
| Perle Italia |
| Pillole di letteratura |
| Poesie |
| Profili di citta |
| Racconti |
| Recensioni cinematografiche |
| Recensioni teatrali |
| Sanità e dintorni |
| Trekking |
| Ve lo dico in rima |

Elenco collaboratori

 

id: 200
Rubrica: Pillole di letteratura
Redattore: Antonio Timoni

Titolo: La poesia dialettale di Cesare Pascarella



L’Italia attraversava un momento particolare, ancora alle prese con i popoli invasori, quando iniziò ad affermarsi nelle varie regioni italiane il linguaggio particolare delle persone umili, a volte definito volgare, che spaziava però su svariati argomenti; il dialetto fu così un nuovo modo di esprimersi e in questo periodo si segnalarono poeti di notevole levatura quali Cesare Pascarella, Salvatore Di Giacomo, Carlo Alberto Salustri (Trilussa), Giuseppe Gioacchino Belli, Carlo Porta e Renato Fucini che scelsero proprio il loro dialetto, romanesco, napoletano, toscano o milanese che fosse, per raccontare la vita popolare e le imprese del tempo.



CESARE PASCARELLA. Nacque a Roma il 28 aprile 1858 da Pasquale Pascarella di origini ciociare e da Teresa Bosisio, piemontese; morì sempre a Roma l’8 maggio 1940 nella sua casa di piazza del Popolo, in assoluta solitudine. Cesare Pascarella, sicuramente di carattere piuttosto vivace, fu mandato da piccolo in seminario a Frascati, dove però fuggì il 20 settembre 1870, proprio nel momento che i Bersaglieri giungevano a Roma. Lo scrittore fu afflitto da sordità e condusse per molti anni una vita solitaria; tra i suoi amici più cari Giosué Carducci e Gabriele D’Annunzio. Frequentò la scuola dell’Apollinaire e l’Accademia delle Belle Arti e seguì all’inizio quella che era la sua vera passione, la pittura; fu infatti prima pittore che letterato, ritraendo con una comicità intelligente il mondo degli animali, tanto da essere definito il pittore degli “asinelli”. Pascarella in gioventù viaggiò molto come corrispondente di vari giornali e nel 1885 partì addirittura per l’India, lasciando sulla porta del suo studio un biglietto che diceva pressappoco così: “vado un momento in India e torno subito”. Poeta in dialetto romanesco, acquistò fama con “Villa Gloria”(1886), venticinque sonetti sull’impresa eroica ma sfortunata dei fratelli Cairoli e con “La Scoperta dell’America”(1893), cinquanta sonetti sull’impresa di Cristoforo Colombo raccontata da un popolano; i suoi scritti esaltarono e commossero personaggi di notevole importanza come Luigi Pirandello, Giuseppe Verdi e Giosué Carducci. Di maggiore impegno è “Storia nostra”, un’opera rimasta purtroppo incompiuta, che tratta la storia d’Italia dalla fondazione di Roma fino al 1870 e pubblicata soltanto dopo la sua morte. Nel 1930 Pascarella fu anche chiamato a far parte dell’Accademia d’Italia fondata nel 1929 da Benito Mussolini. Molto giovane, seguendo i modi del Belli, Pascarella aveva composto “Er morto de campagna”, cinque sonetti riguardanti la ricerca di un morto, che poi si rivela ammazzato, nella desolata campagna romana e l’anno dopo “La serenata”, dove anche qui come nella precedente opera, è uno dei protagonisti a raccontare la storia di una serenata finita tragicamente, in un’atmosfera notturna quasi come presagio di tragedia; fu anche autore di prose colorite come “Viaggio in Ciociaria”.
Pascarella trattò con estremo gusto e un’acuta ironia, argomenti sulla vita popolare e soprattutto proponendoci
grandi imprese viste con gli occhi della gente e contribuì con un sorriso a far ragionare le persone più con il cuore che con il cervello; l’uso semplificato del dialetto (da qui il successo anche nelle città del nord) lo pose all’attenzione dei letterati di quel periodo. Qui di seguito ho voluto riportare un suo sonetto per meglio far capire la fusione delle parole con le immagini, in cui Pascarella fu maestro:


‘ Na predica de mamma

L’amichi? Te spalancheno le braccia
Fin che nun hai bisogno e fin che ci hai;
Ma si, Dio scampi, te ritrovi in guai.

Tu sei giovene ancora, e ‘sta vitaccia
Nu’ la conoschi; ma quanno sarai
Più granne, allora te n’accorgerai
Si a ‘sto monno c’è fonno o c’è mollaccia. (cioè se il fondo è duro o fangoso)

No, fio mio bello, no, nun so’ scemenze
Quer che te dice mamma, ‘sti pensieri
Tiètteli scritti qui, che so’ sentenze;

Che ar monno, a ‘sta Fajola d’assassini, ( Fajola, è un bosco che sembra fosse un ritrovo di briganti)
Lo voi sapé chi so’ l’amichi veri ?
Lo voi sapé chi so’? So li quatrini.

CESARE PASCARELLA
 

 

Home page Il Settimo Senso portale Giornale / Il Settimo Senso news Accesso Area Riservata Redattori Il Settimo Senso news Web Mail Program Chiudi Finestra Torna al top della pagina
   
Powerd by Multimedia Web Service / management software integrated publication © 2011 Ver. 4.3
   
 
 
 
Il Settimo Senso news www.ilsettimosenso.info scrivi alla redazione Power on Accesso alle nostre rubriche